Tecniche di impiallacciatura


Come impiallacciare

 

Non appena terminate ed ascoltate le vostre casse, soddisfatti di come siete riusciti, tra sbuffi, urla di vostra madre o vostra moglie, trucioli e limature varie, a creare le vostre creature, sorge il problema di come dare a loro un tocco estetico. Cercherò in questa pagina di descrivere le operazioni basilari per ottenere un prodotto finale simile ai prodotti che normalmente siamo abituati a vedere in commercio.

 

L'impiallacciatura

In commercio esistono diversi tipi di impiallacciatura a seconda dei tipi di albero da cui essa è stata prodotta. Scelto il tipo di impiallacciatura a seconda dei vostri gusti, dobbiamo fare il conto di quanta acquistarne (in m²) e di che larghezza. Alcuni centri “Fai da te” hanno due tipi di impiallacciatura. Quella rifinita e venduta in rotoli (larghezza max 15 cm) e quella grezza.

La prima è stata depurata di nodi ed eventuali buchi, è squadrata e presenta, sul lato da incollare, una pellicola tipo tessuto che ne aumenta la consistenza e lo spessore. Con questo tipo di impiallacciatura, è più facile unire due strisce in quanto i lati sono ben squadrati.

La seconda è priva di lavorazioni, viene generalmente venduta in strisce da 3 m ed è larga min. 30 cm max 40 cm ed è molto delicata. La striscia si presenta in forma leggermente trapezoidale, in quanto notoriamente gli alberi hanno una circonferenza larga verso terra per poi sfinarsi verso l’alto.

Personalmente utilizzo la seconda, è più realistica e presenta venature irregolari, e perché no, anche qualche bel nodo. Con questo tipo di impiallacciatura, è più difficile unire due strisce, è prima necessaria un’operazione di squadratura.

Nel caso in cui decidiate per quella grezza, verificate durante l’acquisto che non ci siano troppe deformazioni (bolle o gobbe) dovute generalmente all’umidità presente nei magazzini.

Normalmente questo viene evitato scegliendo le strisce di mezzo. I vari centri del “Fai da te” tendono a dare via le prime strisce, potete barare con la scusa di cercarne alcune con più o meno venature.

Se vi servissero più strisce fatevele dare da uno stesso pacco, gli alberi, come noi, sono tra loro diversi. Alcuni centri “Fai da te” hanno l’impiallacciatura grezza già impregnata, non verniciata, con colori pastello costa un pochino di più ma è bella a vedersi. In alternativa potete usare per la colorazione delle aniline a base di alcool da utilizzare con un tampone di lana (mi raccomando non l’ovatta) ma in questo caso dovete avere quella che i falegnami chiamano “una buona mano”, altrimenti il risultato finale sembrerà quello dello stucco veneziano.

Arrivati a casa con il nostro bel rotolone, evitate di metterlo bene in mostra (figli e parenti sono abilissimi a montarci sopra). Evitate l’esposizione diretta alla luce e alla luce del sole il legno si scurisce dove prende luce.

L’unione delle due o più strisce si effettua prima di incollare l’impiallacciatura. Rifilate o squadrate i pezzi da unire. Poggiatevi su di un piano liscio es. un tavolo, no il pavimento, ed utilizzando il pollice e l’indice della vostra mano tenete accostati al massimo il due pezzi esercitando una lieve forza, quindi fissare con un pezzetto di nastro da carrozziere. Ripetere l’operazione su più punti. I pezzi di nastro devono essere perpendicolari alla linea di giunzione.

La colla

Come prima cosa distinguiamo subito che l’unica ed assoluta colla per il legno è quella vinilica (il comune Vinavil che tanto da bambini ci spalmavamo sulle mani per poi spellarci, chi non lo ha fatto?)

Il vinavil, essendo principalmente a base d’acqua, prevede però l’utilizzo di presse e di morsetti da usare su tutta la superficie da impiallacciare, onde evitare bruttissime bolle d’aria provocate dalla deformazione dell’impiallacciatura dovuta alla presenza di acqua nella colla.

Detto questo useremo un bel barattolo di Bostik ed una spatola da carrozziere.

Per evitare quei fastidiosi fili di Bostik, tipo mozzarella calda nei supplì, qualche ora prima di iniziare ad impiallacciare, verseremo all’interno del barattolo 2 –3 millimetri di diluente alla nitro.

Ora, chi va di fretta può iniziare a mescolare, chi invece è più calmo aspetterà che il bostik stesso assorbirà la quantità di diluente inserito (scelta che consiglio). Personalmente inserisco il diluente il giorno prima e poi mescolo un po’ prima di utilizzare il bostik, così facendo il diluente viene assorbito da tutto il bostik presente nel barattolo.

La posa in opera

E’ arrivato il momento di iniziare. Munitevi del seguente materiale:

  • Straccio

  • Nastro da carrozziere

  • Spatola da carrozziere

  • Carta vetrata N° 200

  • Taglierino quello con lama larga

  • Circa 10 stecche di legno o metallo

  • Una lastra di alluminio o bachelite da un millimetro

  • Un piccolo pezzo di legno duro (es Ramino) da usare per pressare l’impiallacciatura

  • Un martello…….e chiaramente casse ed impiallacciatura.

Con lo straccio spolverate bene la cassa e l’impiallacciatura se è tanto che non la usate. La polvere fa fare allo bostik quelle belle palline appiccicaticcie.

Prendete le misure della superficie da impiallacciare, aumentare le misure dell’impiallacciature di almeno tre centimetri per lato, ricordando che:

chi misura due volte taglia una volta sola.

Posizionate il nastro da carrozziere sui quattro lati,  quelli chiaramente perpendicolari  a quello che avete intenzione di impiallacciare, ad evitare cosi indesiderate colature di bostik.

Con la spatola prendere un po’ di bostik ed iniziare a stenderlo in maniera uniforme. Evitare di lasciare spazi vuoti soprattutto in corrispondenza delle zone periferiche della superficie da impiallacciare. Procedete a piccoli passi fino a coprire l’intera superficie. Se lasciate qualche zona vuota ripassateci sopra senza invadere troppo le zone dove è già presente il bostik.

Fatto questo procedete  a stendere il bostik sull’impiallacciatura, seguendo però sempre il verso della venatura.

Ed ora? Per chi ha il vizio del fumo una bella sigaretta ci vuole proprio, per chi non ha questo vizio, può andare al bagno oppure attendere con pazienza. Attendere fino a che i solventi del bostik siano evaporati. La prova dell’evaporazione consiste nel toccare con mano il bostik precedentemente steso fino a che quest’ultimo non attacchi più. Togliere il nastro da carrozziere. Prendere le stecchette di legno (es quelle delle cassette per la frutta) o quelle in metallo, che lasciano meno residui (personalmente ho tagliato una striscia di alluminio in tanti pezzi da 30 cm lisciando poi tutti gli spigoli)  e posizionarle in maniera perpendicolare alla lunghezza della cassa ad una distanza di 10 cm una dall’altra. Prendere l’impiallacciatura e posizionarla sulle stecche, niente paura non sia attacca, il bostik è oramai asciutto. Verificare che l’impiallacciatura copra tutti i lati e che la venatura sia parallela rispetto ai lati lunghi della cassa. Con l’indice della vostra mano destra o sinistra iniziare a premere l’impiallacciatura e partendo dal centro arrivare su uno dei due lati evitando così bolle d’aria e man mano spostate le stecche. Ripetere l’operazione nell’altro verso. Tolte tutte le stecche prendere il piccolo pezzo di legno ed iniziare a premere l’impiallacciatura tenendo il pezzetto di legno inclinato, sempre secondo il verso della venatura, partite sempre dall’interno verso l’esterno esercitando sempre la stessa pressione. Fare attenzione che arrivati sui bordi potete rischiare di spezzare l’impiallacciatura. Quando pensate di essere vicino al bordo, con l’altra mano tenete in piano la parte eccedente di impiallacciatura e passare più volte. Se avete dei dubbi potete battere anche con il martello utilizzando in mezzo il pezzetto di legno. Se guardate in controluce vedrete che l’impiallacciatura è più lucida nelle zone in cui siete già passati.

Ad operazione ultimata girate su di un piano la vostra cassa per tagliare la parte eccedente di impiallacciatura. Posizionate parallelamente al piano verticale la lastra con lo spessore di un millimetro ed iniziare a rifilare con il taglierino la parte eccedente di impiallacciatura. Nel verso della venatura il taglio sarà più immediato, nell’altro sarà necessario passare più volte. La lastra consente di non commettere errori lasciando un margine di un millimetro.

Rifilati tutte e quattro i lati rigirate nuovamente la cassa ed eliminare il millimetro eccedente utilizzando carta vetrata avvolta su di un pezzo di legno, lavorando sempre con movimenti orizzontali e mai dal basso verso l’alto. Sempre con la carta vetrata lisciare l’impiallacciatura appena incollata facendo attenzione a non incrociare mai il verso della venatura. Eventuali piccoli fori dell’impiallacciatura, in corrispondenza dei nodi del legno, possono essere auto stuccati inserendo nel foro una piccola goccia di vinavil e scartavetrando prima della completa essiccatura. Così facendo, la segatura che si forma, si mischia con il vinavil creando uno stucco con lo stesso colore del legno.

Procedere quindi con le altre cinque facce della cassa. La venatura sulla parte superiore ed inferiore della cassa deve essere parallela a voi, come potete vedere in qualsiasi cassa venduta nei negozi. In corrispondenza dei fori degli altoparlanti fare dei tagli, lungo il verso della venatura così l’impiallacciatura non si deforma. Per rifilare i fori attendere almeno 24 ore.

Per rifilare i fori utilizzare delle piccole forbici e poi una piccola lima tonda.

La posa in opera

Per la rifinitura consiglio di usare dei prodotti a base di nitro (turapori). In alternativa chi vuole può utilizzare la cera più tantissimo olio di gomito, però stiamo rifinendo un diffusore e non un mobile od una libreria.

Se la vostra scelta cadrà su prodotti a base di nitro, prima di rifinire le casse attendere 24-48 ore affinché il bostik sia perfettamente asciutto. Se siete stati velocissimi ad impiallacciare ed iniziate subito ad utilizzare i prodotti per la finitura, rischierete di trovare la vostra cassa tutta sbucciata, come una banana gigante. Acquistate dei prodotti specifici per finiture nei centri “Fai da te”. Evitate i vari flatting usati per finestre ed imbarcazioni, dobbiamo rifinire una cassa non una barca od una finestra.

E’ arrivato il momento di iniziare. Munitevi del seguente materiale:

  • Turapori

  • Finitura Satinata (in alternativa a seconda dei gusti si può usare quella lucida)

  • Diluente alla nitro

  • Carta vetrata N° 230, N° 600 e N° 1000

  • Tre pennelli larghi 4 cm uno a setole bianche e due a setole nere

  • Uno straccio bianco

  • Due barattoli di vetro

Sia il turapori che la finitura devono essere diluiti come indicato sui barattoli. L’utilizzo può essere fatto con pennello o per i più attrezzati con pistola a spruzzo. Con il pennello la percentuale di diluente da aggiungere è del 30% con la pistola è del 40% (mi riferisco ai prodotti che uso normalmente, per gli altri leggere sul barattolo le modalità per la diluizione).

Consiglio per chi non ha la pistola ha spruzzo e deve quindi utilizzare il pennello di diluire in ogni caso al 40%. Per trovare la giusta quantità di diluente da aggiungere, anche se non ci troviamo di fronte ad una ricetta culinaria o ad un farmaco da ingerire, consiglio di procedere in questo modo. Versare nel barattolo di vetro 5 cm di turapori, aggiungere a questo 2 cm di diluente e mescolare. Ora se la matematica non ci inganna dovremmo avere diluito al 40%, giusto?

Rubate a vostra madre oppure a vostra moglie uno straccio bianco, che lascerete una notte fuori in balcone, affinché la mattina sia bello umido, ed iniziate a spolverare ben bene la vostra cassa, i più attrezzati potranno utilizzare un compressore. Personalmente utilizzo lo straccio in quanto non ho il compressore e se pure lo avessi sarei costretto ad utilizzarlo in casa, e non mi sembra il caso.

Terminata questa fase, prendete il pennello a setole bianche ed iniziate ad applicare il fondo, seguendo sempre la venatura del legno. Se non avete un laboratorio, proprio come me, evitate l’utilizzo dei prodotti in casa o comunque in ambienti chiusi. 

Io utilizzo il balcone, facendo però i conti con le condizioni del tempo evitate giornate piovose o con presenza di vento.

Il fondo asciuga velocemente, ma può essere carteggiato solo dopo 24 ore. Normalmente sul barattolo vengono riportati i tempi di essiccatura e di carteggio. Trascorse le 24 ore possiamo carteggiare. Utilizzate la carta vetrata da 230, ripiegatela in quattro e iniziate a carteggiare sempre seguendo il verso della venatura. Sconsiglio l’utilizzo di scartavetratici e supporti di legno in quanto l’impiallacciatura non è regolare, tenete conto che viene prodotta affettando un albero, per cui alla fine in alcuni punti il turapori verrà rimosso completamente, dando alle vostre casse un orribile effetto dalmata a chiazze chiare. Terminato di scartavetrare, spolverate di nuovo tutte le superfici ed applicare di nuovo il turapori sempre con il pennello a setole chiare. Trascorse altre ventiquattro ore carteggiare di nuovo, utilizzando la carta vetrata numero 600 sempre ripiegata in quattro. Terminato di scartavetrare, spolverate di nuovo tutte le superfici ed applicare di nuovo il turapori questa volta con il pennello a setole nere. L’utilizzo del pennello a setole nere è necessario per vedere subito eventuali setole lasciate dal pennello. Vi assicuro, per esperienza diretta, che le setole bianche lasciate insieme al turapori durante l’applicazione non si vedono. Trascorse altre ventiquattro ore carteggiare di nuovo utilizzando la carta vetrata numero 1000. Terminato di scartavetrare spolverate in maniera maniacale tutte le superfici delle vostre casse e diluite sempre al 40 % la finitura, è’ comunque evidente che lo straccio bianco deve essere ogni volta ripulito dalla segatura precedente, quindi ogni volta andrà sbattuto accuratamente, se siete dispettosi non appena la signora al piano di sotto ha steso il bucato bianco.

Applicate la finitura utilizzando il secondo pennello a setole nere, non quello con cui è stato applicato il fondo. La finitura, essendo tale, non deve essere carteggiata. Eventuali piccole imperfezioni finali potranno essere rimosse utilizzando come carta vetrata un comune foglio di carta per fotocopiatrici o stampanti. Se avete utilizzato una finitura lucida sconsiglio qualsiasi tipo di abrasione, è meglio tenersi una piccola imperfezione piuttosto che vedere una macchia opaca su di una superficie completamente lucida.

Spero di esservi stato di aiuto e soprattutto di essere stato chiaro. Comunque per eventuali chiarimenti, consigli e perchè no critiche, potete scrivere a: s_santonico@yahoo.it

Comunque se seguirete le indicazioni e lavorerete con molta pazienza, il risultato finale dovrebbe essere come quello mostrato nelle successive foto

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